LA PISTA

LA PISTA COMPAGNONI – PALCOSCENICO PER UOMINI VERI

Lo scorso anno le immagini di Christof Innerhofer con il palo attaccato al casco per oltre 20 secondi di picchiata dopo aver incocciato in una porta prima del Salto del Gallo (ora salto Innerhofer) fecero il giro del mondo, lasciando a bocca aperta milioni di persone anche in Paesi dove la neve è soltanto un concetto astratto. Ma tutta la discesa raccolse molti consensi e alla fine della stagione venne eletta come la più spettacolare ed intensa dell’annata dello sci alpino.

Non fu un risultato nato per caso perché la “Deborah Compagnoni” è una pista degna del nome che porta. Racconta la stessa Deborah: “Percorrere questa pista è per me un viaggio nei ricordi, di quando ero bambina, di quando giocavo con mio fratello Yuri e mi nascondevo fra le roccette o nel bosco, quando con gli sci ai piedi affrontavo le prime difficoltà. Su questa montagna mi sono formata, con l’aiuto di mio padre Giorgio ho costruito fra salti, dossi e cunette quei fondamentali tecnici che mi hanno permesso di vincere in Coppa del Mondo, alle Olimpiadi e ai Mondiali”.

Questa lingua di neve è stata battezzata “Deborah Compagnoni” nel 2005, quando venne completata sino al torrente Frodolfo per ospitare le prove femminili dei Mondiali. Un’edizione della rassegna iridata dominata da due straordinarie campionesse, la croata Janica Kostelic e la svedese Anja Pearson. L’Italia scoprì il talento delle sorelle Fanchini, anche se solo Elena, argento della discesa, riuscì a salire sul podio ed il bilancio azzurro femminile venne completato dal bronzo nel superG conquistato da Lucia Recchia. Giorni magici che permisero di scoprire tutto il potenziale della pista che scende dal monte Sobretta.

Potenziale che permise nel 2014 di organizzare in due soli mesi una discesa maschile di Coppa del Mondo di altissimo livello che fu dominata nella tormenta dallo statunitense Trevis Ganong. Ma è stata solo nell’estate successiva che la Compagnoni, sotto la guida dell’ex allenatore di Deborah Tino Pietrogiovanna e di Omar Galli, ha subito modifiche sostanziali per rendere il massimo spettacolo di una picchiata maschile. La partenza è stata alzata sino alla cresta del monte Sobretta, sono state preparate ampie zone di fuga in caso di caduta, evidenziati i tratti più tecnici. Così alla fine ci si è ritrovati con il campionario completo delle difficoltà che un discesista può affrontare: 1005 metri di dislivello, sei salti, compressioni, parabolica, dossi dentro curve di vario raggio, cambi di luce, il tutto condito da tanta velocità.

Insomma c’è tutto per un grande spettacolo, come ha dimostrato anche nel 2015 la vittoria di un atleta raffinato come il francese Adrien Theaux e per i discesisti anche questa volta sarà come entrare in chiesa per vedere chi è il più bravo ed il più coraggioso.

Caratteristiche del tracciato della gara

Quota di partenza: 2750 m
Quota di arrivo: 1745 m
Dislivello: 1005 m
Lunghezza: 3100 m

 

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