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Dec
29

Theaux domina a Santa Caterina – Innerhofer da fantascienza

Christof innerhofer - Credits Marco Trovati (Pentaphoto)

Meno male che qualcuno un anno fa definiva la Deborah Compagnoni “una pista da donne”. Forse lo era, ma le ultime modifiche e anche la tracciatura dell’ex campione austriaco Hannes Trinkl l’hanno resa difficile, drammatica e affascinante. Una pista difficilissima, ricca di rughe e difficoltà tecniche di ogni tipo. Non poteva insomma emergere un atleta qualunque, ma solo che possiede un bagaglio tecnico

Ha vinto il francese Adrien Theaux, 31 anni, in 1’47”29 che ha inflitto 1”04 di distacco all’austriaco Hannes Reichelt e 1”15 sul compagno di squadra David Poisson. Il dominatore sino a questo punto della stagione della discesa, il norvegese Aksel Svindal, non se l’è sentita di prendere tutti i rischi e si è classificato settimo a 1”61 dal vincitore. Ancora più lontano il suo compagno Kjetil Jansrud, 21° a 2”87, incapace a dominare le gobbe della Compagnoni.

Ma il vero eroe della giornata è l’azzurro Christof Innerhofer, quarto alla fine a 1”22 da Theaux, a soli 7/100 di secondo dal podio. Poteva vincere, stava attaccando a tutta, era in vantaggio, ma poco prima del salto delle reti ha infilato la testa in una porta. Nell’impatto ha divelto la porta, il telo fosforescente si è incastrato nel gancetto dei suoi occhiali trascinando con sé un palo. Quel palo il finanziere azzurro se l’è trascinato per una ventina di secondi, sino alla curva Gimondi nel bosco, ma il telo ha potuto levarselo di torno solo al traguardo una volta fermo. Un grande freno aerodinamico, ma soprattutto l’impatto gli ha spostato gli occhiali. L’aria gelata negli occhi a oltre 100 all’ora è terribile. Inner ha risistemato come poteva le lenti. E’ stato grandissimo, anche perché, nonostante l’inconveniente, non ha mai smesso di attaccare, a dimostrazione che credeva nella vittoria. Una sfortuna nera, ma ora pure lui sa che sulle piste tecniche, dove è necessaria un bagaglio sopraffino, si è completamente ritrovato.

Ma tutta la squadra azzurra è stata sfortunata. Pure Peter Fill stava sciando alla grande, aveva ottimi tempi intermedi, ma nella parte alta ha perso un sci e si è ritrovato a terra. Anche Dominik Paris poteva ambire al podio, ma nella parte finale, alla curva Gimondi, ha sovrapposto le punte degli sci ed ha rischiato di cadere compromettendo la sua prova. In classifica alle spalle di Innerhofer 12° Werner Heel a 1”91, 21° Mattia Casse.

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