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Dec
29

ARRIVEDERCI AL 2011

La Stelvio mette d’accordo tutti. L’edizione 2010 della discesa libera di Coppa del Mondo di sci alpino a Bormio è stata uno spettacolo: un successo per lo sport, per la montagna e per la Valtellina. Gli organizzatori non hanno dubbi: soddisfazione a trecentosessanta gradi.

«La pista non è mai stata così bella» ha dichiarato Pier Dei Cas, presidente di Bormio Servizi, la società organizzatrice dell’evento insieme a BEST. «La preparazione è risultata ottimale, grazie anche all’eccezionale situazione climatica: prima abbiamo avuto neve, poi acqua, e abbiamo azzeccato il momento giusto per la battitura, quando ha cominciato a fare freddo. Ma sono soprattutto gli atleti a fare la grandezza di questo tracciato, unico al mondo. La Stelvio è una pista che devi sciare da cima a fondo, arrivi al traguardo che le gambe ti fanno male… Walchhofer è un grandissimo, l’unico che l’abbia domata tre volte. Sono felice per lui. E poi sono contento anche perché la Regione Lombardia e la Provincia di Sondrio hanno creduto nell’evento. Ora, però, dobbiamo incominciare da subito a lavorare per l’edizione del 2011.»

Altrettanto soddisfatto si dichiara Maurizio Gandolfi di BEST, memoria storica dello sci in Valtellina e massimo promotore della discesa libera di Bormio. «È stata una gara spettacolare sotto tutti i punti di vista: sportivo, promozionale, meteorologico» ha detto Gandolfi. «I commenti sono stati entusiastici. Del resto, c’erano tutti: gli assessori, la FIS, il Coni… Anche il pubblico era folto, ha seguito la gara con calore.»

«È stata una giornata straordinaria» afferma Luigi Scipioni, commissario del comune di Bormio. «L’evento in sé è già uno spettacolo per il suo carattere mondiale. In più abbiamo avuto un sole magnifico, una pista splendida e una fantastica cornice di pubblico. Ma soprattutto sono contento che un nostro atleta sia salito sul podio, un successo che sarà di buon auspicio per gli sciatori più giovani. Vorrei poi esprimere il mio ringraziamento a tutti coloro che hanno dedicato il loro tempo per la realizzazione di questo grande avvenimento sportivo. Credo che tutti i valtellinesi debbano essere orgogliosi della discesa libera.»

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